Nelle acque del Mediterraneo il bidet della coscienza di chi coscienza non ha

È da mesi ormai che nel nostro Paese è in atto una vera e propria svolta reazionaria che ha quale apripista proprio la Rai, con un bel codazzo di giornalisti cosiddetti indipendenti. Per costoro la verità si tace se non è funzionale alla “causa” e la notizia si amplifica se può nuocere ai nemici del sistema di cui fanno parte.

– Vincenzo Ciaraffa –

Lascia senza parole il fascismo di ritorno del sistema di potere che si è creato in Italia negli ultimi vent’anni, in particolar modo sotto il governo di Matteo Renzi. Fateci caso, non v’è trasmissione, tiggì, spettacolo d’intrattenimento o rassegna stampa che non riporti in qualche maniera alla “povera Africa”, arrivando a tirar fuori – come ha fatto il Tg1 giorni fa – addirittura alcuni spezzoni di servizi sull’Uganda riferiti al 1985.

Nel nostro Paese, né più, né meno come negli anni passati, ogni tanto si ha qualche episodio di censurabile imbecillità nei confronti (anche) di persone di colore come avveniva nei confronti dei “terroni” mezzo secolo fa. E allora sta nascendo ad hoc la narrazione che in Italia vi sia un’emergenza sicurezza attribuibile, ovviamente, a Salvini ed al governo in carica. Il bello è che a lanciare l’accusa sono proprio coloro che se non proprio quella del razzismo, stanno certamente creando l’emergenza della libera informazione.

L’Africa è certamente povera e bisognosa d’aiuto, soprattutto a causa della corruzione che vi prolifera a tutti i livelli (anche grazie alla complicità ed alle tangenti dell’Occidente quando compra i suoi prodotti), ma è possibile che nessuno si è accorto del land grabbing che vi sta avvenendo? Secondo una stima della Banca mondiale, a partire dell’anno 2010 oltre quarantasei milioni di ettari di terreno agricolo – una volta e mezza l’Italia –  di cui due terzi si trovano in Africa, sono stati acquistati dalla Corea del Sud, dagli Emirati Arabi, dal Giappone, dall’Arabia Saudita e dalla Cina, per seminarvi prodotti agricoli occorrenti per sfamare le loro popolazioni. E questo è un dato ufficiale che non si aggiorna da otto anni, per cui quei quarantasei milioni di ettari di terreno potrebbero essersi perfino raddoppiati.

Si è venuto a creare così l’infame paradosso di un continente in larga parte poverissimo che si ritrova a dover produrre cibarie per Paesi che, invece, nuotano nell’oro. Sicché, nel silenzio pressoché totale della Chiesa, dei media Rai in testa, è in atto in Africa una spoliazione di terreni da far impallidire il peggior colonialismo  che quel continente abbia mai subito nel corso della sua storia. Come dire che quella povera gente – che muore di fame – produce cibarie per i Paesi ricchi ed alle quali non può accedere.

E questa è la preponderante, denegata ragione per la quale si sta esercitando la pressione migratoria sul Mediterraneo proveniente dall’Africa, con somma gioia dei Paesi – rapinatori di cui sopra, perché più africani andranno via e su più terreni essi potranno mettere le loro adunche mani. I vari Soros e la maggior parte dei Paesi che vogliono il Mediterraneo aperto all’immigrazione proveniente dall’Africa,  senza “se” e senza “ma”,  non sono, in realtà, dei benefattori ma soltanto coinvolti, a vario titolo ed a vario livello, nella spoliazione dell’Africa. Anche se il Clan italiano della reazione non se n’è ancora accorto concentrato com’è sul tentativo di rovesciare il responso delle urne mediante la subornazione dell’opinione pubblica, l’Africa sta morendo sopratutto per questo e per qualche guerra cui, peraltro, nessuno vuol porre fine perché i popoli divisi sono più facilmente sfruttabili.

Insomma, per dirla con un concetto di Winston Churchill, nelle acque del Mediterraneo la Rai, la Chiesa, il Pd, i media in generale, le Ong e la Caritas ed i Paesi neo-colonialisti i hanno deciso di fare il bidet alla  loro sporca coscienza… il guaio è che poi l’acqua di quel bidet vogliono farla bere a Di Maio ed a Salvini.

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