Signori giornalisti non sputate in cielo…

V’è una massima napoletana che esorta a non sputare in direzione del cielo perché poi la saliva ricadrà inevitabilmente in faccia allo sputacchiatore. Se giornalisti e politici se ne ricordassero ogni tanto, eviterebbero brutte figure loro e tedierebbero di meno noi cittadini e lettori/elettori

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Quando possono, cioè quasi tutti i giorni, i media statunitensi, inglesi e tedeschi che scrivono di vicende italiane fanno a gara nel diffondere l’abusato stereotipo che quello nostro sia un Paese di mariuoli in perenne debito di onestà verso il mondo intero. L’elenco completo delle testate che proprio non ci sopportano, di là di ogni ragionevole diritto/dovere di critica, sarebbe lungo da compilarsi perciò ci limitiamo a citarne soltanto tre – le più prestigiose – come dire il settimanale tedesco Der Spiegel, quello inglese The Economist, il quotidiano Usa New York Times.

In Germania, nel luglio del 1977 Der Spiegel dedicò una copertina al nostro Paese rappresentandolo con un piatto di spaghetti condito con una pistola, a significare che eravamo un popolo di mangia spaghetti ma anche di sequestratori e di assassini.

The Economist, oltre a martellanti, impietose analisi sulla politica nostrana (spesso veritiere purtroppo) non ha mai nascosto un certo compiacimento nel rappresentare noi italiani come soggetti bacati moralmente, geneticamente mariuoli, insomma i protagonisti ideali per sconce barzellette. Il New York Times, in verità, è andato anche oltre definendo “schifoso” il governo eletto dagli italiani nelle libere e democratiche elezioni dello scorso 4 marzo, sicché per la proprietà transitiva gli elettori italiani sono schifosi.

V’è, però, una massima napoletana della quale coloro che gettano fango su di noi non avevano tenuto conto: «Nun sputà ‘n cielo, ca ‘n faccia te torna/Non sputare in cielo che poi [la saliva] ti cade in faccia».

A giugno scorso è successo, infatti, che un certo Bob Martin, un cittadino americano roso dal rimorso, sessant’anni dopo averla rubata, restituisse una statuina d’avorio al sito archeologico di Paestum. Per amore di verità dobbiamo dire che quando Bob fece il mariuolo aveva soltanto una diecina d’anni, mariuoli perciò furono i suoi genitori che non si preoccuparono di restituire la preziosa statuina al legittimo proprietario e cioè allo Stato italiano.

A giugno scorso due turisti tedeschi, sull’aliscafo Napoli – Capri hanno rubato il portafoglio ad un operaio italiano. Nei giorni scorsi l’ambasciata tedesca ha dovuto ammonire i propri connazionali che vengono in visita in Italy a non tentare di procurarsi souvenir a spese del nostro patrimonio artistico e naturale perché non l’avrebbero fatta franca.

Alla fine le istituzioni centrali e periferiche hanno perso la pazienza e i Carabinieri della Compagnia di Siniscola hanno affibbiato mille euro di multa ad un “inglese originario di Napoli”, come riferiscono le agenzie, per il furto di una bottiglia di sabbia prelevata da un litorale della Gallura.

Nonostante ciò ci guarderemmo bene dal generalizzare e definire con accezioni negative i Paesi od i connazionali di turisti ladroncelli che vengono in Italia per portar via, oltre al «mare, pizza e ammore» anche pezzi della nostra millenaria storia. Speriamo che l’operato dei Carabinieri di Siniscola abbia chiarito una volta per tutte a chi arriva in Italia – in qualunque modo ci arrivi – ad imparare a rispettare i suoi abitanti, la sua cultura, le sue tradizioni ed il suo patrimonio artistico e naturale.

Consentiteci, sul finire, una frecciatina velenosa ai signori colleghi della stampa estera specialmente inglesi e tedeschi, anche se sarebbe più giusto parlare di una frecciatina alle loro mai sopite, inconsce, informi rivendicazioni storiche. È vero che in passato vi abbiamo trattati un po’ male e che gli oggetti che adesso tentano di rubare i vostri connazionali facevano parte di manufatti che i vostri antenati poterono ammirare soltanto di sfuggita mentre, in catene, seguivano il carro trionfale di Giulio Cesare, però sono passati duemila anni da allora!

Datevi una calmata, dunque, e imparate a giudicare noi italiani per ciò che realmente siamo, senza ricorrere ad abusati stereotipi che, oltre a non onorare la vostra intelligenza, trascurano alcune lampanti verità.

Pur essendo cittadini di venti regioni diversissime una dall’altra, pur essendo il prodotto di una guerra coloniale chiamata Unità d’Italia, dopo due devastanti guerre mondiali delle quali una rovinosamente perduta, pur vivendo in un perenne clima prerivoluzionario, pur senza materie prime, senza petrolio, senza classe dirigente e con una genia politica che, dopo il nazismo, sarà ricordata come il peggiore incubo di quest’ultimo secolo, siamo ancora qui a tenere con i denti un Paese che è alla canna del gas. Siamo un popolo di eroi del quotidiano, altro che i vostri stupidi pregiudizi!

*Vignetta di Donato Tesauro

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