Lo stravolgimento dei valori è nel nostro Dna

Siamo stati “imprintati” da una fabulazione storica che non ci indica come esempio le virtù di eroi incorruttibili come il Cid Campeador e Artù, ma piuttosto un fratricidio – Romolo che uccide Remo – e uno stupro collettivo conosciuto come il ratto delle sabine. Il resto della nostra morale collettiva la scrissero Macchiavelli e Guicciardini

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Durante gli ultimi anni dell’Impero Romano d’Occidente, la classe dirigente, le istituzioni politiche e la società civile raggiunsero un livello di degradazione che non avrebbe trovato più eguali, almeno fino ad oggi. Difatti, se fossimo capaci di obiettive analisi storiche, potremmo renderci conto che i tempi correnti e gli anni che precedettero la caduta di Roma sono dannatamente simili. Ristagnano, infatti, il medesimo cupio dissolvi e il clima di folle sfrenatezza; uguale ed altrettanto diffuse sono la corruzione e il nepotismo, così come lo sono il disprezzo per gli esercizi civici, per la vita in sé, per la morale e per la religione.

Ma se è abbastanza facile stabilire quando iniziò a decadere l’impero dei Cesari, diviene più complicato individuare la causa del lievitante degrado dell’attuale “sistema”.

Secondo alcuni la causa del degrado è da ascrivere al Sessantotto ed alla conseguente distruzione di tutti quei valori ereditati, bene o male, dal Risorgimento; per altri, invece, il degrado repentino del nostro già blando sistema di valori è da attribuire all’entrata in scena di Berlusconi. Le ipotesi sono entrambi suggestive ma anche deresponsabilizzanti, perché sottacciono il fatto che nessun sistema di valori può essere distrutto dall’oggi al domani se non vi è già predisposto da una buona dose di relativismo morale.

Per farla breve, noi italiani siamo stati “imprintati” da una fabulazione storica che non ci indica come esempi le virtù d’incorruttibili eroi come il Cid Campeador o Artù di Camelot, ma un fratricidio – Romolo che uccide Remo – e uno stupro collettivo conosciuto come il ratto delle sabine. Il resto della morale collettiva la scrissero Macchiavelli e Guicciardini.

Ma veniamo alle cause contingenti del nostro definitivo tracollo morale. Era il 1992 ed eravamo nel pieno del sabba mediatico e giudiziario chiamato Mani pulite, quando il presidente del Milan, Berlusconi, acquistò il calciatore Lentini per 18,5 miliardi più 10 miliardi fuori bilancio come ipotizzò la Magistratura, una cifra all’epoca pazzesca. Sulla percezione etica di un popolo che tutto sommato fino a quel momento era stato sobrio, sparagnino e che tuttalpiù si concedeva il sogno di una vincita al lotto od al totocalcio, quella stramiliardata non poteva che avere effetti devastanti.

Nel nostro immaginario, infatti, iniziò a prendere piede il convincimento che, sotto la guida di un tal prodigo Paperone, il nostro Paese – se non proprio la morale – avrebbe almeno ritrovato l’età dell’oro. Mediaset e la Rai fecero il resto, rappresentando una realtà in cinemascope, dove in termini di immagine il peccato rendeva più della virtù, e dove non importava più essere ma soltanto sembrare.

La più palpabile conseguenza di una così rutilante rappresentazione della realtà fu l’arrivo a Brindisi delle prime carrette stracolme di poveri straccioni albanesi: come ormai anche i nostri connazionali, essi pensavano che l’Italia fosse come la descrivevano le televisioni del Cavaliere, la terra del latte, del miele e di cosciute signore.

Da quel momento l’obiettivo degli italiani non fu più diventare professionisti affermati, bravi artigiani, onesti operai ed affidabili partner in amore, ma escort od acefale comparse della televisione e della vita, disponibili per ogni compromesso, anche il più sordido, pur di raggiungere la notorietà, il successo.

Era scontato che siffatti cittadini delegassero a rappresentarli una classe politica fatta a loro immagine e somiglianza, determinando una situazione che ha del paradossale: gli amministrati pretendono dagli amministratori le virtù che essi per primi non posseggono! Ovviamente la classe politica (questa classe politica…) ha preso la palla al balzo proponendosi come modello etico soltanto perché ogni tanto s’inventa qualche inapplicato decreto anti-corruzione, o grida «Morte al fascismo», o finge di perseguire gli evasori fiscali che, in realtà, le pagano le campagne elettorali.

Siamo così diventati vittime e complici della peggiore dittatura che mente umana abbia mai concepito, la dittatura di un sistema. Questo tipo di dittatura è la più pericolosa in assoluto perché, oltre ad essere “invisibile” nel senso che non ha bisogno di ricorrere ai carri armati per imporci il suo volere, è un’idra dalle molte teste, che sono i media, l’industria, la finanza, le banche, la politica, gli organi di garanzia e perfino la Chiesa.

Ognuna di queste teste pensa per noi, non lasciandoci neppure la libertà – ad esempio – di bypassare la pubblicità televisiva, visto che perfino gli stacchi pubblicitari avvengono all’unisono, in regime di cartello… Vorrebbero perfino votare per noi e tenere sotto controllo l’ultima frontiera della libertà di espressione: il Web. E allora, per tenerci buoni, questa composita “dittatura” ci dà l’illusione di essere liberi, anzi impuniti e impunibili, anche se in realtà siamo liberi soltanto di fare ciò che essa vuole, sprofondando così sempre più nei maleodoranti liquami dei nostri diversi tipi di fiancheggiamenti e complicità.

In altre parole sta accadendo esattamente ciò che accadde negli anni che precedettero il disfacimento dell’Impero Romano. Allora, però, l’Italia e l’Europa – smarrite orfane di Roma – si salvarono perché trovarono il cristianesimo (che non era quello di Bergoglio) ad accoglierle in seno.

I nostri figli, invece, troveranno ad attenderli un mare senza pesci, boschi senza animali, una società senza Dio, coppie senza sesso, famiglie senza genitori e uno Stato debolissimo che metterà in croce i propri amministrati in nome di un mondialismo che è nella vulgata corrente ma non nei fatti, dove imperano i più laceranti egoismi nazionalistici che prima o poi scateneranno qualche guerra. Per quale ragione? Scegliete voi, fonti energetiche, landgrabbing, acqua potabile, minaccia nucleare.

E noi? La previsione in questo caso è facile: saremo troppo impegnati nelle nostre stronzate quotidiane per capirlo, troppo deboli per stare dalla parte dei vincitori. Ammesso che una guerra del genere avrà dei vincitori.

Ma avremo sempre un Salvini sottomano – il pazzo di turno che cercherà di arrestare il declino di questo Paese – sul quale scaricare le colpe e far salva la morale. Quella corrente ovviamente.

Foto da letteralmente.net

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