Incominceranno mai a regnare la logica e l’onestà?

I media sono diventati veramente imbarazzanti per la loro faziosità, faziosi in un modo che nessun Paese civile tollererebbe. Grazie a loro viviamo ormai in una bolla dove, per essere politicamente corretti, bisogna abbandonare i vecchi schemi mentali e lasciarsi guidare dalla furbizia e dall’insensatezza condivisa

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È da almeno un quarto di secolo, ormai, che in Italia è iniziata la più scientifica, sfacciata dezinformatzija che la storia moderna ricordi dall’implosione dell’Unione Sovietica ad oggi. In questi ultimi mesi, però, i media sono diventati veramente imbarazzanti per la loro faziosità, faziosi in un modo che nessun Paese civile tollererebbe. Intendiamo, ovviamente, Paesi civili quelli dove non esiste il finanziamento pubblico agli organi d’informazione.

La dezinformatzija però si è fatta insopportabile da quando è al potere il governo uscito dalle urne lo scorso marzo, sicché sembra di stare a vivere in una bolla dove per aver diritto all’esistenza di giornalista bisogna abbandonare i vecchi schemi mentali per lasciarsi guidare dall’insensatezza condivisa, rinunciando così alla minima struttura formale del pensiero logico. Ciò anche perché i media hanno abdicato alla loro terzietà giacché, tra il mediare – che sarebbe loro dovere – ed il “servire” il sistema che li foraggia, hanno scelto il sistema. Basta guardare come stanno presentando ai lettori alcuni accadimenti di questi giorni.

Il Def – Documento di economia e finanza elaborato dal governo è, secondo loro, una pericolosa sconceria, omettendo di dire ai lettori che esso è uniforme ai parametri Pil – debito pubblico dei precedenti governi, se non addirittura al di sotto.

Nessuno dei media scrive che il presidente del Consiglio europeo (peraltro privo di mandato popolare) è un conclamato alcolizzato e perciò non dovrebbe poter decidere della vita di 500 milioni di europei. Di Maio e Salvini, che sono espressione di una volontà popolare, sono invece presentati in eterno conflitto con qualcuno e, pertanto, dei facinorosi inidonei a guidare l’Italia entrambi in veste di vice premier.

Il sindaco di Riace è finito agli arresti domiciliari perché non si sarebbe comportato con correttezza nel corso del suo mandato. Mica vero! Si legge tra le righe dei media che lo stronzo è il magistrato che lo ha indagato e ne ha disposto l’arresto.

Quando leggeremo sui media di analisi, di critica al sistema ed al pensiero unico?

Qualcuno in passato sosteneva che gli organi d’informazione fossero da prendere a modello: «La stampa più libera del mondo intero è la stampa italiana. Il giornalismo italiano è libero perché serve soltanto una causa; è libero perché, nell’ambito delle leggi del regime, può esercitare, e le esercita, funzioni di controllo, di critica, di propulsione».

Ciò che dovrebbe preoccupare gli italiani ed umiliare i media nostrani è il costatare che questo pensiero è stato estrapolato dal discorso che, il 10 ottobre del 1928, quel “grande cultore” della democrazia e della libertà di stampa, rispondente al nome di Benito Mussolini, fece ai direttori dei giornali italiani.

*Foto Globalist

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