Libri

Questo slideshow richiede JavaScript.

L’ARMATA EMOTIVA

«Nel 2006 fui, per alcuni mesi, capo ufficio stampa di una grande Unità della Nato, dove feci la buona conoscenza di un ufficiale inglese che parlava abbastanza bene l’italiano e copertina armata emotivache da borghese lavorava per la Bbc. Ebbene, in uno dei nostri discorsi spesso intrisi di cameratesco sciovinismo, sostenni che in Italia anche i ciottoli testimoniano la storia e che, anzi, le vestigia del nostro inimitabile passato fossero talmente tante che chiunque avrebbe potuto scrivere un libro di storia in brevissimo tempo – perfino io! –  e prima che lui rientrasse in patria all’antico lavoro. Fu così che mi ritrovai imbarcato nella più pazzesca delle mie imprese: scrivere in poche settimane un libro che, in modo goliardico ma anche passabilmente corretto, rivisitasse la storia del nostro Paese. L’impresa fu portata a termine in breve tempo con la pubblicazione della prima edizione de “L’Armata Emotiva” di cui spero il buon Dio abbia incenerito tutte le copie ancora esistenti. Speriamo sia venuta un po’ meglio quest’altra edizione».

 


 

I CECOSLOVACCHI SULL’OLONA

«Mettere in fila i fatti, le cifre, le date, gli eventi, i dati, è essenziale, ma sono le emozioni che fanno la storia. Da quCopertina Cecoslovacchi Olonai nasce l’importanza di recuperare i particolari, i dettagli, finanche le piccole cose vere per poi “meravigliarsi” nel constatare come la storia di due popoli, la storia d’Europa in fondo, sia passata anche per un piccolo Comune che all’epoca contava non più di 4.000 abitanti. Un impegno questo che, ognuno per la propria parte, i facitori del volume hanno raccolto con interesse e passione. Rivolgo, pertanto, il mio vivo plauso all’autore, Enzo Ciaraffa, per aver saputo ricercare, ricostruire, documentare e raccontare questa importante pagina di storia […] un patrimonio storico-culturale di inestimabile valore locale, nazionale ed internazionale da valorizzare e consegnare alle future generazioni».

Roma, lì 26 agosto 2015                            GENERALE DI CORPO D’ARMATA                                                                                                                   Giorgio Battisti

 


Generale Josef Becvar 1

L’ennesimo attestato di stima ad Enzo Ciaraffa da parte della Repubblica Ceca per il suo libro “I Cecoslovacchi sull’Olona”: il Generale Josef Becvar, Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate della Repubblica Ceca, ha voluto posare con una copia del libro in mano.

 

 


 

UGO MARA, UN RAGAZZO DI BUSTO ARSIZIO

«La motivazione che accompagna una medaglia al valore militare, e Ugo Mara ne meritò Copertina libro Ugo Mara tagliatadue, di solito non dice molto perché fissa sinteticamente un particolare momento della battaglia, il più delle volte attribuendo al decorato pensieri e sentimenti che egli non provava affatto. Sì perché, se sopravvive all’azione, un eroe si accorge di esserlo diventato dopo, quando gli appuntano una decorazione sul petto.  Siamo persuasi, perciò, che Ugo Mara morì senza sapere di stare a fare qualcosa di eroico: era un leader nato e per lui spingersi sempre più avanti era una dote naturale. Ma poi gli sarebbe veramente importato sapere d’esser diventato un eroe? La sua breve esistenza si nutrì di senso del dovere e di “eroismo professionale”: Ugo Mara era un tecnico intelligente e coraggioso al servizio del proprio Paese in guerra e tale restò fino alla fine».

 


 

RIPARTIAMO DAL PIAVE

Rpartiamo dal Piave«Le guerre non si celebrano ma sicuramente si ricordano affinché chi ne goda possa capire l’inestimabile valore della pace. Il 24 maggio di un secolo fa l’Italia dichiarò guerra all’Austria, la nemica storica delle sue aspirazioni unitarie e per quanto siano trascorsi soltanto cento anni da allora, il ricordo di quel tragico avvenimento si è talmente affievolito nella quarta generazione che, temiamo, scomparirà del tutto con la quinta. E ciò sarebbe inaccettabile! Ben venga, quindi, l’iniziativa di pubblicare un libro fotografico di un avvenimento che, più, di altri, segnò la storia del nostro Paese con conseguenze dirette, come l’estromissione definitiva dello straniero, e indirette come la nascita della società di massa».